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siamo una famiglia di 2 umani e 7 canidi, una volta parla l'uno, una volta l'altra.

12 ottobre 2012

Hai presente?


Hai presente le notti d'autunno? Quelle notti dopo la pioggia, quando gli odori sono più forti che mai? Quando cammini nel bosco, e le foglie sono bagnate sotto le zampe, ma ancora frusciano in quella maniera deliziosa? E se alzi le foglie con il muso, da sotto viene fuori quel profumo, quel profumo di buono? 

Hai presente quando la terra è pesante e scura e chiama per essere scavata, e ti impolvera con il suo odore caldo? 

Hai presente l'erba ancora umida che solletica i cuscinetti delle zampe, mentre corri, corri più veloce dei frammenti di nuvole che passano davanti la luna, spinti dal vento?

Hai presente quando passi tra i cespugli e le erbe che profumano, e le gocce che vi erano rimaste sopra cadono e si fermano sul pelo, come piccoli brillanti?
Hai presente quando poi ti fermi per riposare e annusare l'aria, con il fiato che forma una nuvola, e senti caldo nonostante l'aria frizzante?

Hai presente quando poi il tuo umano infila le sue dita tra il tuo pelo e appoggia la sua faccia sulla tua testa, dicendoti che profumi di bosco? 
Hai presente quella sensazione, che parte dalla pancia e da lì si propaga in tutto il corpo, passa lungo la schiena e arriva dritto dritto alla punta della coda, e alla punta del tartufo, passando per le orecchie? Hai presente quella sensazione? Quella che illumina gli occhi e fa dondolare la coda e penzolare la lingua, che ti accelera il respiro? 


Hai presente? Quella sensazione si chiama gioia, si chiama felicità.



22 giugno 2012

Fortuna Imperatrix Mundi

da sx a dx: Nikita, Bruto, Mami, Maske, Bianca, Dolly
Inizio con una premessa, per evitare che quanto scrivo possa essere frainteso: io amo i miei sette cani, tantissimo, in maniera indescrivibile, e ormai non potrei fare a meno di neanche uno di loro. Detto questo ...
Tantissime volte mi hanno detto "Quanto sei fortunata ad avere tanti cani, quanto ti invidio" Beh, vorrei chiarire una cosa: NON è una fortuna avere 7 cani. 
Chi mi dice una frase come quella non si rende conto di che cosa significhi prendersi cura di sette cani, a livello di spazio, di tempo, di soldi, anche. Non è una fortuna che Bianca abbia partorito 9 figli (essendo primipara poteva benissimo partorirne 5 o 6). Non è stata la fortuna a fare sì che di nove cuccioli solo 4 trovassero adozione. Crescere dei cuccioli, anche se c'è la loro mamma presente, è una responsabilità enorme, si possono commettere mille errori, e chissà quanti ne ho commessi. I cuccioli sono un impegno enorme, e fanno pipì e popò in quantità industriali e ovunque, sono piccini e ci possono essere tanti pericoli. Una volta cresciuti i cuccioli, i pensieri e le preoccupazioni per i cani adulti non finiscono mica, ma quando mai. Educare UN cane non è cosa da poco, educarne sette è un delirio, soprattutto se non si hanno esperienze e competenze a riguardo. Perciò diciamo che ci siamo più o meno arrangiati.
Dei miei cani cinque sono fratelli e una è la madre, ma ognuno di loro ha il suo carattere, la sua personalità (o si chiama caninità?), le sue preferenze; ognuno è un individuo, e come tale ha bisogno di attenzioni individuali. L'umano ha il dovere di impegnarsi a conoscere il proprio cane il più profondamente possibile, di cercare di capirlo al meglio, di fare tutto il possibile per donargli serenità e benessere fisico e mentale ... questo dovere è tale anche quando i cani sono sette, ed è un dovere che richiede tanto tempo.
Mami e Poldo
Io non porto a spasso un cane, ne porto sette; non devo spazzolare un cane, devo spazzolarne sette.
Io non mi preoccupo per un cane, mi preoccupo per sette cani.
E' praticamente impossibile andare in vacanza tutti insieme. Non posso affidare i cani a qualcun altro, non posso portarli con me. O io o il Papi, uno dei due deve rimanere a casa, con i cani. 
La cosa peggiore, comunque, sono i dubbi che ogni tanto sorgono, una vocina nella mia testa che mi chiede se offro ai miei cani una vita serena e felice. I miei cani sarebbero stati educati meglio se non fossero così tanti, sarebbero stati socializzati meglio, avrebbero fatto (e farebbero) più esperienze. Se fossero di meno, i miei cani avrebbero una vita più varia, più stimolata, perché li potrei portare con me un po' ovunque, se non fossero così tanti potrebbero stare tutti in casa, sul divano o sul letto, a condividere ancora più tempo con i loro umani.
Non sono fortunata ad avere tanti cani, sono stata catapultata in una situazione che mi ha portato ad avere tanti cani. Non per fortuna, ma per una sequenza di accadimenti e situazioni, forse destino. E' stato difficile accettare questa situazione, a volte è ancora difficile; abbiamo passato periodi anche molto bui, chissà se ne affronteremo ancora, ma una cosa è certa: le mie sette belve sono la mia vita, la prima cosa a cui penso al risveglio, l'ultima a cui penso prima di addormentarmi.
Mami e Dumbo
La fortuna in tutto questo? C'è anche lei, comunque. Sono fortunata che la randagia che ha incrociato la mia strada, prima lei, poi anche il suo pancione, è Bianca. Cani come lei non si incontrano ogni giorno. Sono fortunata ad avere incontrato un cane speciale, di nome Bianca, un cane dal carattere splendido, un cane sano e forte ed equilibrato. Sono fortunata che ad oggi siamo sempre riusciti ad affrontare i problemi, ad eliminarne alcuni, ad accettarne altri. Sono fortunata che nonostante la mia inesperienza, nonostante gli errori commessi, i miei cani sono uno più dolce dell'altro, amorevoli, giocherelloni e sì, a me piace pensarlo, anche cani felici.

13 maggio 2012

Sono scelte ...


Bianca randagia
Io non so niente della storia di Bianca prima che ci conoscessimo. Man mano mi sono fatta un'idea, delle ipotesi. Credo che Bianca sia nata randagia, non credo che sia stata abbandonata. Secondo me viene da una delle tante cucciolate che nelle campagne di queste parti nascono e spesso muoiono nell'anonimato. Beh, lei ce l'ha fatta, a crescere, e ha deciso di venire nel centro abitato, dove l'abbiamo conosciuta noi, dove ci siamo innamorati di lei. La nostra domanda era: "Sopporterà un cane nato e cresciuto libero di vivere in un territorio limitato? Vorrà adattarsi alle regole imposta da una vita in famiglia?"
Bianca ha fatto la sua scelta, a dire la verità ci ha messo molto poco. Noi le lasciavamo il cancello aperto, poteva andare e venire quando voleva. Ne ha approfittato poche volte, poi ha deciso che le bastava uscire quando uscivamo anche noi, tutti insieme. Tra i tanti momenti che non dimenticherò mai c'è anche il giorno in cui abbiamo comprato il primo collare per Bianca. "Se lo lascerà mettere? Cercherà di toglierselo" ... Le ho fatto annusare il collare, dicendole che era suo, che serviva innanzitutto a fare capire alla gente che lei non era più un cane di nessuno, che era un cane con una famiglia. Bianca è rimasta immobile  mentre le mettevo il collare. Poi l'ho guardata e le ho detto quant'era bella con quel collare, che le stava benissimo. Bianca ha iniziato a scodinzolare come una matta, faceva avanti e indietro, poi si è sdraiata, sempre scodinzolando, nella posa che con il tempo abbiamo imparato a riconoscere come espressione di gratitudine, perché oltre ad essere un cane bello, intelligente e speciale, Bianca è anche un cane grato per tutto, anche il più piccolo scontato gesto di riguardo nei suoi confronti.
Quando siamo usciti per la prima passeggiata con quel nuovo collare, Bianca aveva un passo fiero e allegro, teneva testa e coda insolitamente alte, la schiena particolarmente dritta. Anche senza guinzaglio non si allontanava per più di un paio di metri da noi, e quando siamo passati in paese per salutare i suoi amici umani dei tempi randagi, lei orgogliosamente mostrava a tutti il suo collare. Un collare, una semplice striscia di cuoio giallo, con una semplice fibbia e qualche buchetto ... intanto per Bianca era un simbolo di appartenenza. 
Bianca e Maske
Bianca è rimasta uno spirito libero, nella passeggiata lei ama farsi un giretto da sola, mai troppo lontana, ma indipendentemente, prima di ricongiungersi con il resto della truppa. Così come noi abbiamo scelto di accogliere questa splendida creatura nella nostra vita, così lei ha scelto di rinunciare alla totale libertà in cambio di quello che forse cercava da sempre: una casa e soprattutto una famiglia a cui 
appartenere, la quale amare e dalla quale essere amata in cambio.

E a coloro che dicono che un cane di strada adulto non si abituerà mai a vivere in casa, che un randagio adulto non è capace di affezionarsi, che addirittura soffre a perdere la libertà, a tutti loro posso solo dire che non c'è niente di più falso, e li invito a chiedere alla Bionda Signora se preferirebbe tornare indietro. 

Bianca sul lettone circondata dai peluches