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siamo una famiglia di 2 umani e 7 canidi, una volta parla l'uno, una volta l'altra.

21 gennaio 2012

Maske presenta Nikita e Dolly

Dei miei nipotini solo 4 hanno trovato una nuova famiglia. Già questo è stato difficilissimo, dice la mami, perché nessuno voleva queste splendide palline di pelo, ci potete credere? Intanto era proprio così. Forse perché ci si avvicinava all’estate, e la gente pensava a divertirsi, senza responsabilità e sacrifici annessi. Qualche richiesta c’era, ma mami e papi non erano convinti. I pupetti sarebbero dovuti finire in famiglie DOC o niente. Comunque sia, 2 femminucce e 2 maschietti sono andati a vivere altrove. Gli altri 5 sono rimasti qua, per la somma gioia di Bianca, di loro stessi e, in fondo in fondo, anche per la gioia dei bipedi della famiglia. Ora ve li presento tutti, comincio dalle signorine, visto che qua regna il matriarcato.
C’è Nikita, chiamata anche Baby. Nikita è timida e di una dolcezza disarmante. Neanche io riesco ad essere troppo prepotente e selvaggia con lei. Ha un musetto minuto minutino, più piccolo del mio che peso 5 chili in meno. Quando gli umani (o anche gli altri pelosi) le fanno le coccole, lei si contorce e si dimena tutta. Nikita è un po’ insicura, a volte. Forse dipende da un piccolo difetto congenito all’anca, a causa del quale da piccola aveva un poco l’andatura da papera, certe volte, e per questo si è guadagnata il soprannome di “Paparedda” (=paperella). Grazie a costanti massaggi e riposo alternato ad esercizi specifici, Niki ora è in formissima, gioca e corre e salta come chiunque altro.  
Nikita ha un solo difetto. Mami dice che in una vita precedente dev’essere stata un roditore, perché rosicchia e mastica qualsiasi cosa, le piace immensamente fare a pezzi tutto quello che le capita a tiro. Il suo faccino angelico e minuscolo trae in inganno, la sua dolce boccuccia nasconde denti da squalo.



L’altra nipotina mia è Dolly! Dolly la principessa, Dolly la pecorella, il pezzo forte della collezione, bella da rimanere incantati. Chiunque la vede esclama “che beeeellaaaaa”, a chiunque la veda viene voglia di coccolarla. Ha il pelo candido, lungo e ondulato, occhi chiari, ciglia bionde, tartufino a patata rosato. Una bambolina. MA QUANDO MAI! Dolly è una maschiaccia, furba come il diavolo e intelligente in maniera spaventosa. E’ testarda e diffidente con gli estranei. E’ la mia compagna di giochi preferita, perché lei è tosta, dura come il marmo, sfida chiunque e ci tiene a bada tutti insieme. Ma sa essere dolce e premurosa, da me, per esempio, si fa fare di tutto e di più, e questo mi piace molto. Sarà la sua parte di pastorella (dice mami che Dolly è una maremmana in miniatura, boh), ma nelle passeggiate Dolly non si allontana mai, rimane sempre attaccata a mami. E’ molto brava in questo. (io non mi allontano, perché mi spaventerei se rimanessi sola, mica perché sono brava ed ubbidiente, eh). Dolly è una grande stuzzicatrice, rompe le scatole a tutti, ma se qualcuno si arrabbia con lei sfodera la sua simpatia e la perdonano tutti e subito.

9 dicembre 2011

Maske racconta: La nascita dei Pupetti, un piccolo grande miracolo

Vi dicevo che Bianca stava diventando sempre più rotondetta. Poi c’erano pure mami e papi che mi dicevano di fare attenzione, quando giocavo alla mia maniera impetuosa con mia sorella … Mah, e perché mai? Bianca era quella di sempre, perché avrei dovuto comportarmi in maniera diversa io? A volte gli umani non si fanno mica capire, noi cani siamo molto più facili da comprendere.
Solo con il passare delle settimane mi rendevo conto che in Bianca qualcosa di diverso c’era, effettivamente. Nelle passeggiate stava diventando più lenta, ogni tanto si fermava per riposare. Io non capivo cosa stesse succedendo, ma vedevo la mia sorellona in difficoltà, e allora la aspettavo, mi fermavo con lei, e le davo anche le musate per dirle che io ero presente accanto a lei, sempre. Ma quella testarda mica voleva rinunciare alle passeggiate, nono, per niente. Se mami la voleva lasciare a casa piangeva come una cuccioletta piccola. In fondo non aveva importanza, semplicemente adattavamo tutti il nostro passo a quello di Bianca. Ogni tanto le venivano pure le nausee e aveva dei conati di vomito. Per solidarietà, io mi sforzavo per avere conati pure. Eh, mica siamo sorelle tanto per dire, noi!
Mami e papi avevano preparato una stanzetta per Bianca, con un giaciglio fatto di lenzuola e coperte, e con delle assi di legno tutt’attorno. Lo chiamavano “nursery”. Io non avevo idea a che cosa servisse, mi sembrava un letto come un altro, ma Bianca sembrava capire qualcosa in più (dovete sapere che la mia sorellona è davvero molto perspicace e intelligente), perché annusava per bene da tutti i lati, faceva le prove a coricarsi in varie posizioni, e alla fine sembrava le andasse a genio. Mica ci dormiva, però … “Chissà cosa sta aspettando”, mi chiedevo io
Poi è arrivato il giorno in cui si è svelato tutto il mistero di Bianca. Era il 10 aprile 2010, precisa la mami (come se a me importasse). La mattina Bianca stava male. Tremava tutta, aveva la nausea, non riusciva a reggersi sulle zampe. Mami, papi, nonna e zii si sono agitati, e mi sono agitata anche io, naturalmente. Mami ha fatto tante coccole a Bianca e le ha detto “E’ arrivato il momento, Bianca, meglio che vai nella nursery, no?” e Bianca ci è andata e si è coricata.
Il parto di Bianca è durato un’eternità. Il primo pargolo è nato intorno alle 4 del pomeriggio, l’ultimo dopo la mezzanotte. in tutto sono nati 9 cuccioli, 5 maschietti e 4 femminucce. Bianca era esausta ma felice. E’ stata una mamma meravigliosa, ha fatto tutto da sola, anche se aveva tutta la famiglia umana nelle vicinanze. Per i primi giorni Bianca mangiava 5 volte al giorno, con mami che le reggeva la ciotola, perché Bianca era debole, in più non mollava volentieri i pargoli. Li lasciava soli giusto il tempo di sgranchirsi le zampe e di fare i bisogni, e solo se  c’erano mami o papi presenti che davano un occhio alla cucciolata.
Ora devo precisare una cosa: gli umani spesso sono veramente stupidi! Quel fatidico giorno mami e papi non mi facevano avvicinare alla nursery, e neanche il giorno dopo. Io ero molto agitata, perché sentivo odori e versetti strani e Bianca che non c’era, in giro. Ma a mami e papi gente aveva detto di non farmi avvicinare, perché “Bianca è randagia, e ora vorrà proteggere i piccoli, potrebbe fare del male a Maske. E Maske sicuramente sarà gelosa e probabilmente farebbe del male ai cuccioli.”A difesa di mami e papi devo dire che loro erano alla prima esperienza canina, quindi i dubbi erano anche perdonabili. Ma alla fine, vedendomi molto agitata e preoccupata, mami ha preso la decisione di farmi incontrare Bianca e qualsiasi cosa si nascondesse dietro la porta della nursery.
E’ così che il giorno dopo mami mi ha portato davanti la nursery e ha aperto la porta. Nella penombra vedevo Bianca, ma soprattutto sentivo un odore fortissimo e sconosciuto, e sentivo dei versetti strani. Mi sono presa di paura e sono scappata via. Non volevo avvicinarmi, anche se mami mi chiamava e mi diceva di venire a vedere, di entrare nella stanzetta. Non volevo, ero spaventata. Allora Bianca che stava allattando si è alzata in piedi, si è scrollata di dosso le piccole belve ed è uscita dalla stanza. Mi è venuta incontro, io ero in un angolo come un mucchietto di miseria. Bianca è venuta da me, mi ha dato una musata, mi ha dato tante leccatine e mi ha spinta verso la stanzetta. Io mi fido totalmente della mia sorellona, e allora l’ho seguita dentro la stanza. MERAVIGLIA, c’erano 9 creaturine lamentose, là dentro, non ci potevo credere! Bianca me li ha presentati tutti, me li ha fatti annusare uno ad uno, e gli ho dato pure una leccatina. Mi piaceva, questa cosa, quegli esserini erano davvero molto carini. Bianca si è coricata di nuovo in mezzo ai suoi figli, ma ha lasciato un poco di spazio libero per me. Allora io mi sono acciambellata accanto a lei pure, in mezzo ai miei nipotini. Ci siamo addormentati tutti così, una grande famiglia. Da quel giorno sono diventata balia ufficiale dei pupetti (e gli umani hanno ancora tanto da imparare!).

Bianca la Matriarca

Oggi Maske vi presenta la sua sorellona Bianca:
Io ero nella mia nuova famiglia da pochissimo quando ho conosciuto Bianca. Bianca era una cagnolona senza casa, una randagia, come dicono gli umani, giovane ma già adulta (mi dicono che avrà avuto circa 8 o 9 mesi). Io ero una scricciola paurosa, magrolina e spelacchiata. Che dire, noi due ci siamo piaciute immediatamente. E’ stato un amore a prima vista. Bianca (il nome gliel’abbiamo dato noi, cioè mami, papi e io) mi ha preso sotto la sua zampa. Ammetto che inizialmente mi faceva un po’ paura, lei era grande, e io piccina, ma mi è passata subito, perché Bianca è speciale.
Noi volevamo portarci Bianca a casa, ma la nonna (la mamma del mio papi) non voleva, e la casa non è di mami e papi, ma dello zio e della nonna, quindi non potevamo. 
Ogni giorno Bianca ci aspettava in piazza per la passeggiata e per venire a giocare al parco. Mi ha insegnato lei a giocare, mi permetteva quasi tutto, solo ogni tanto mi rimbrottava, se facevo troppo la presuntuosa e la selvaggia (io ho un po’ quel difetto). Intanto Mami e Papi cercavano di aiutare Bianca, perché dicono che qui dove abitiamo noi, in Sicilia, i randagi non sono sempre ben visti, soprattutto le femmine. E parlavano che Bianca era incinta, io non sapevo cosa volesse dire, ma i miei umani erano preoccupati. Sono andati dai vigili, ma quelli non li hanno ascoltati.
Dopo un po’, Bianca ha cominciato a seguirci fino a casa e si coricava davanti al nostro cancello, in strada. Era pieno inverno, eravamo a febbraio inoltrato, faceva freddo e pioveva spesso. Alla fine la nonna e lo zio si sono commossi e abbiamo aperto il cancello a Bianca, le abbiamo preparato un letto, le abbiamo comprato le ciotole, un collare e un guinzaglio. Bianca è uno spirito libero, non vuole essere rinchiusa (a me non dispiace essere rinchiusa, io adoro la macchina, per esempio, Bianca no), quindi mami e papi lasciavano il cancello aperto, ma dopo poco tempo Bianca ha deciso di accettare un compromesso: una casa e una famiglia con tutto quello che comporta (pappa sempre pronta, un letto, biscotti e soprattutto tante coccole) contro la perdita della libertà totale. Ci ha messo poco a decidere, e anche con il cancello aperto non usciva più da sola. E poi, abbiamo tanto spazio intorno alla casa dove correre e giocare.
E così passavano i giorni. Per farla breve, io notavo che Bianca diventava sempre più rotondetta, non sapevo perché, ma a me piaceva, era più morbidosa. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò un’altra volta
Per il momento sappiate che io e Bianca siamo inseparabili. Bianca è speciale. Comanda lei, questo è chiaro a tutti, quasi quasi anche a me che sono prepotente, ma Bianca ha quel modo di comandare che non è prepotente. E’ sempre molto carina con me, e io so che posso contare su di lei sempre. Bianca per me si farebbe ammazzare, mi protegge e mi coccola, mi rimprovera quando sbaglio, ma se mi rimproverano mami e papi lei mi difende e cerca di distrarli con bacini e saltelli. Io un poco la ammiro, la mia sorellona, perché lei è coraggiosa e fiera e capisce sempre cosa le dicono gli umani. E’ anche bravissima al guinzaglio, più brava di me, senza che nessuno le avesse mai insegnato come fare. Mami e papi la chiamano “la Cagnolona Speciale”, e a me non dà fastidio, perché la mia sorellona è speciale per davvero.