Vi dicevo che Bianca stava diventando sempre più rotondetta. Poi c’erano pure mami e papi che mi dicevano di fare attenzione, quando giocavo alla mia maniera impetuosa con mia sorella … Mah, e perché mai? Bianca era quella di sempre, perché avrei dovuto comportarmi in maniera diversa io? A volte gli umani non si fanno mica capire, noi cani siamo molto più facili da comprendere.
Solo con il passare delle settimane mi rendevo conto che in Bianca qualcosa di diverso c’era, effettivamente. Nelle passeggiate stava diventando più lenta, ogni tanto si fermava per riposare. Io non capivo cosa stesse succedendo, ma vedevo la mia sorellona in difficoltà, e allora la aspettavo, mi fermavo con lei, e le davo anche le musate per dirle che io ero presente accanto a lei, sempre. Ma quella testarda mica voleva rinunciare alle passeggiate, nono, per niente. Se mami la voleva lasciare a casa piangeva come una cuccioletta piccola. In fondo non aveva importanza, semplicemente adattavamo tutti il nostro passo a quello di Bianca. Ogni tanto le venivano pure le nausee e aveva dei conati di vomito. Per solidarietà, io mi sforzavo per avere conati pure. Eh, mica siamo sorelle tanto per dire, noi!
Mami e papi avevano preparato una stanzetta per Bianca, con un giaciglio fatto di lenzuola e coperte, e con delle assi di legno tutt’attorno. Lo chiamavano “nursery”. Io non avevo idea a che cosa servisse, mi sembrava un letto come un altro, ma Bianca sembrava capire qualcosa in più (dovete sapere che la mia sorellona è davvero molto perspicace e intelligente), perché annusava per bene da tutti i lati, faceva le prove a coricarsi in varie posizioni, e alla fine sembrava le andasse a genio. Mica ci dormiva, però … “Chissà cosa sta aspettando”, mi chiedevo io
Poi è arrivato il giorno in cui si è svelato tutto il mistero di Bianca. Era il 10 aprile 2010, precisa la mami (come se a me importasse). La mattina Bianca stava male. Tremava tutta, aveva la nausea, non riusciva a reggersi sulle zampe. Mami, papi, nonna e zii si sono agitati, e mi sono agitata anche io, naturalmente. Mami ha fatto tante coccole a Bianca e le ha detto “E’ arrivato il momento, Bianca, meglio che vai nella nursery, no?” e Bianca ci è andata e si è coricata.
E’ così che il giorno dopo mami mi ha portato davanti la nursery e ha aperto la porta. Nella penombra vedevo Bianca, ma soprattutto sentivo un odore fortissimo e sconosciuto, e sentivo dei versetti strani. Mi sono presa di paura e sono scappata via. Non volevo avvicinarmi, anche se mami mi chiamava e mi diceva di venire a vedere, di entrare nella stanzetta. Non volevo, ero spaventata. Allora Bianca che stava allattando si è alzata in piedi, si è scrollata di dosso le piccole belve ed è uscita dalla stanza. Mi è venuta incontro, io ero in un angolo come un mucchietto di miseria. Bianca è venuta da me, mi ha dato una musata, mi ha dato tante leccatine e mi ha spinta verso la stanzetta. Io mi fido totalmente della mia sorellona, e allora l’ho seguita dentro la stanza. MERAVIGLIA, c’erano 9 creaturine lamentose, là dentro, non ci potevo credere! Bianca me li ha presentati tutti, me li ha fatti annusare uno ad uno, e gli ho dato pure una leccatina. Mi piaceva, questa cosa, quegli esserini erano davvero molto carini. Bianca si è coricata di nuovo in mezzo ai suoi figli, ma ha lasciato un poco di spazio libero per me. Allora io mi sono acciambellata accanto a lei pure, in mezzo ai miei nipotini. Ci siamo addormentati tutti così, una grande famiglia. Da quel giorno sono diventata balia ufficiale dei pupetti (e gli umani hanno ancora tanto da imparare!).







